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Capo autorevole o autoritario? Che conseguenze hanno i diversi stili di leadership

  • Autoritario o autorevole: stili di leadership e conseguenze per il team

Quali sono gli stili prevalenti di leadership, in quali situazioni è meglio usarne uno piuttosto che un altro e, soprattutto, cosa sa fare un bravo capo rispetto ad uno mediocre?

Che il ruolo del leader di una organizzazione o di un gruppo sia fondamentale è ormai patrimonio comune di tutti. Che lo siano anche i capi intermedi, forse, lo è un po’ meno. Eppure, quello dei middle manager o capi intermedi, è un ruolo critico, sul quale le organizzazioni dovrebbero investire di più in termini di formazione manageriale, perché i capi intermedi hanno un impatto diretto sul clima, sulla motivazione e, in ultima analisi, sulla produttività di tutti i lavoratori.

L’esempio del top management, anche quando estremamente positivo, non è sempre sufficiente, soprattutto se i capi intermedi vengono scelti, attraverso le promozioni e gli avanzamenti di carriera, più per meriti tecnici che per capacità gestionali e di sviluppo gli altri: non è detto che il miglior operaio sia anche il miglior caposquadra o o il miglior venditore sia il miglior responsabile dei venditori.

Secondo Jon Maner, autore di un recente articolo apparso sulla Harvard Business Review, gli stili di leadership che i capi tendono ad adottare sono riconducibili a due: lo stile basato sulla dominanza e quello basato sul prestigio.

La leadership basata sulla dominanza

Il primo è radicato nella nostra storia evolutiva. Anche i nostri cugini scimpanzé hanno, nei loro gruppi, leader dominanti. I capi che adottano questo stile tendono a esercitare la loro influenza tramite l’intimidazione, la coercizione, comminando punizioni e assegnando premi.

Le organizzazioni in cui questo stile alberga più facilmente sono quelle che hanno una gerarchia piramidale più pronunciata e in cui viene favorita l’emergenza di leader tendenzialmente narcisisti e manipolatori, che finiscono per detenere le maggiori quote di potere.

Come riconoscere un capo autoritario:

I capi autoritari tendono ad esercitare un maggior controllo sui loro collaboratori, che percepiscono come una potenziale minaccia, da ostracizzare soprattutto nel caso in cui la percepiscano come un rischio per il loro potere, ad esempio assegnando compiti per i quali i collaboratori non hanno competenze adeguate per impedire che possano eccellere, mettendo in ombra il capo.

Considerano la conoscenza come una forma di potere e non condividono le informazioni di cui sono in possesso con i collaboratori.

Anche la creazione di relazioni forti tra i membri del gruppo viene percepita come una possibile minaccia o un potenziale ostacolo al proprio potere e viene pertanto scoraggiata, più o meno apertamente.

La leadership basata sul prestigio

Il secondo stile, basato sul prestigio, è invece tipicamente umano ed è apparso con le prime piccole comunità. Uno stile basato sul prestigio è possibile quando i membri rispettano e ammirano le capacità umane, gestionali e tecniche del capo e lo considerano un modello di ruolo positivo, da imitare.

Lo stile basato sul prestigio è più frequente in organizzazioni meno gerarchiche e questi capi tendono a privilegiare la creazione di relazioni positive con e tra i membri del gruppo, senza necessariamente ricercare un alto profilo per loro stessi.

Come riconoscere un capo autorevole

I capi autorevoli, guidati dalla ricerca del prestigio, tendono invece a formare solide alleanze con i loro collaboratori e sono orientanti a promuoverne la crescita e lo sviluppo, mettendoli nelle condizioni di sfruttare le loro capacità per raggiungere risultati eccellenti, anche attraverso la condivisione delle informazioni e favorendo la creazione di legami all’interno del gruppo di lavoro.

Quando i due stili si rivelano più efficaci

Lo stile dominante, per quanto possiamo averlo dipinto in termini non esattamente positivi, risulta efficace in tutte quelle situazioni in cui è necessario prendere decisioni velocemente, lasciando in secondo piano l’impatto che tali decisioni possono avere sulle persone: ad esempio, situazioni di crisi o di emergenza, in cui è importante allineare il team sulle stesse posizioni e mettere tutti i membri in condizioni di muoversi velocemente e nella stessa direzione.

Lo stile basato sul prestigio, invece, è particolarmente efficace quando è necessario mettere ogni membro del team in condizioni di dare il meglio di sé o quando è fondamentale promuovere la crescita e lo sviluppo dei singoli o del gruppo stesso. In situazioni in cui l’obiettivo del gruppo è di tipo creativo o generativo, ad esempio, il capo deve lasciare spazio ai membri del gruppo, occupandosi di creare le condizioni affinché questo avvenga e offrendo una guida quando necessario.

Cosa fanno i capi migliori

Molti manager adottano, più o meno consapevolmente, uno dei due stili in maniera rigida: tendono cioè ad utilizzare lo stesso stile di leadership in tutte le situazione.

I più bravi, pur avendo uno stile prevalente, riescono a modificare il proprio comportamento, passare da uno stile all’altro, adottando quello più adatto ad ognuna delle diverse situazioni che il gruppo da loro coordinato può incontrare.

 


Nota: Questo articolo è una tradizione molto libera di questo post apparso sul sito del World Economic Forum.


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By | 2017-04-11T05:10:44+00:00 domenica 5 marzo 2017|Generale|0 Comments

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