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Piovono soldi: come la Regione Siciliana investe (male) 3 milioni di euro per la formazione dei professionisti

  • Piovono soldi

Ad ottobre di quest’anno, la Regione Siciliana ha pubblicato l’AVVISO 16/2017 “Azioni di rafforzamento per la formazione dei liberi professionisti lavoratori autonomi”: un bando che mette a disposizione dei lavoratori autonomi fondi per finanziare corsi di formazione o di specializzazione, scelti autonomamente dai professionisti. L’obiettivo è sostenere l’aggiornamento delle competenze dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi di tipo intellettuale, per metterli nelle condizioni di offrire prestazioni di maggiore qualità e per contribuire alla loro crescita.

Quale formazione viene finanziata e quanto?

Il bando ha una dotazione di 3 milioni di euro, di cui 1.800.000 € per corsi di formazione e di aggiornamento professionale (corsi di tipologia A) e 1.200.000 € per master di I e II livello, diplomi e corsi di specializzazione (corsi di tipologia B).

Per i corsi di tipologia A può essere erogato un finanziamento non superiore a 2.000 €, a copertura del 100% delle spese per i giovani fino a 35 anni e del 75% delle spese per gli adulti sopra i 35 anni. Per i corsi di tipologia B il finanziamento può arrivare a 6.000€, con le stesse percentuali di copertura diverse per under e over 35.

Complessivamente, se tutti i partecipanti dovessero richiedere il massimo, verrebbero erogati non più di 900 finanziamenti per la tipologia A e 200 per la tipologia B.

Come vengono valutate le domande di finanziamento?

I contributi, dice il bando, “potranno riguardare, esclusivamente, ambiti e materie coerenti con le esigenze di sviluppo degli stessi, e con le prospettive professionali e la necessità di qualificazione e di aggiornamento”.

Cosa significa? Uno psicologo potrà seguire soltanto corsi di psicologia o, per esempio, anche di marketing? Come sarà valutata la coerenza con le esigenze di sviluppo? Sulla base di quali informazioni fornite dai professionisti? Sarà necessario elaborare un progetto di sviluppo professionale e dimostrare l’utilità del percorso formativo scelto in funzione del raggiungimento di obiettivi specifici e misurabili?

La piattaforma informatica tramite la quale si potrà inviare la richiesta di partecipazione non è ancora aperta al pubblico, quindi non abbiamo abbastanza informazioni per rispondere a queste domande. Da ciò che è possibile leggere nel bando, però, è presumibile che le richieste giudicate poco coerenti saranno escluse dal finanziamento e che quindi questa sia una condizione del tipo sì/no.

Né viene fatta alcuna distinzione tra i diversi settori in cui i professionisti possono operare, investendo strategicamente maggiori risorse in funzione delle politiche di sviluppo dell’economia dell’isola.

In assenza di un progetto di crescita professionale e di politiche di sviluppo, quindi, l’avviso appare più come un contributo a pioggia, concesso non in funzione di quanto ogni singolo professionista lo possa far fruttare e del ritorno che l’intera economia può averne, ma soltanto in funzione dell’appartenenza a determinati gruppi sociali.

La graduatoria sulla base della quale saranno concessi i finanziamenti, infatti, sarà elaborata sulla base di quattro fattori: disabilità, reddito, età e appartenenza di genere.

In totale, saranno disponibili 100 punti, così suddivisi: 25 punti in caso di presenza di disabilità. 35 punti sulla base del reddito. 35 punti sulla base dell’età. 5 punti in funzione dell’apparenza di genere.

Il reddito

Per quanto riguarda il reddito, vengono attribuiti 35 punti a tutti coloro che hanno un ISEE inferiore a 13.000€ e punteggi minori per coloro che hanno redditi più alti, fino al limite di 30.000€.

In Sicilia, secondo i dati dell’ultimo report del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il valore medio degli ISEE dichiarati (dal 26,8% della popolazione) nel 2015 è stato di 7.881€.

È possibile che l’ISEE medio dei professionisti sia superiore a tale valore, ma di quanto? Il rischio è che la maggior parte delle domande presenti un reddito inferiore alla soglia di 13.000. Il reddito finisce così per non essere più un criterio discriminante e, ancora peggio, vengono messi sullo stesso piano chi ha un reddito vicino alla media e chi invece è appena sotto la soglia, pur essendoci, tra queste due persone, una differenza di quasi 5.000€.

Restano quindi l’età e il genere.

L’età

I 35 punti relativi all’età vanno, per intero, a chi ha un’età compresa tra i 29 e i 35. Più ci si allontana da questa fascia, meno punti si hanno, secondo delle formule matematiche presenti nell’avviso.

In particolare, è molto netta la differenza tra chi sta sotto la soglia dei 35 anni e chi sta sopra: ben 15 punti di differenza.

Nel versante opposto, per chi ha meno di 29 anni, la perdita di punti è meno ripida: un diciottenne ha comunque circa 2 punti in più di un 36enne.

Questa decisione è probabilmente ascrivibile alle drammatiche statistiche sulla disoccupazione giovanile, ma in questo caso non abbiamo a che fare con disoccupati: per partecipare al bando è infatti necessario essere titolari di Partita IVA da almeno 6 mesi.

La domanda che mi pongo è: ci sono studi, ricerche o dati statistici sulla base dei quali è possibile ricondurre la minore competitività dei giovani professionisti ad un maggior fabbisogno di formazione, nonostante abbiano da poco terminato gli studi superiori o universitari? O hanno bisogno di altre tipologie di interventi di sostegno? Dall’altra parte, investire sul revamping delle competenze di un professionista più esperto, ma magari finito un po’ fuori mercato, è sicuramente un investimento peggiore?

Il genere

Infine, il genere. Qui il discorso è molto semplice: le donne hanno 5 punti in più.

Non sono riuscito a trovare dati precisi sulle differenze di reddito (o altri indicatori di successo professionale) tra lavoratori autonomi intellettuali uomini e donne in Sicilia. È molto probabile, se non sicuro, che il reddito delle professioniste sia ampiamente inferiore a quello dei colleghi.

Molte statistiche indicano però una maggiore formazione e livelli più alti di qualificazione per le donne: secondo gli ultimi dati ISTAT nel 2011 in Sicilia si sono laureate 20.872 persone, di cui 7.504 maschi (pari a circa il 36%) e 13.242 femmine (64%).

Nel 2013, sempre secondo l’ISTAT, il tasso di iscrizione all’università è stato del 30,5% tra gli studenti e del 44,3% tra le studentesse, mentre il tasso di conseguimento della laurea specialistica o magistrale è del 13,5% per gli uomini e del 21,9% per le donne.

Anche in questo caso, mi chiedo: sulla base di quali studi è stato determinato che per colmare il gap con i colleghi le professioniste hanno bisogno di maggiore formazione e non di altri tipi di misure?

Non è un bando per uomini adulti

A parità di ISEE inferiore a 13.000€ e in assenza di disabilità, il punteggio massimo raggiungibile è quindi quello di tutte le ragazze di età compresa tra i 29 e i 35 anni: 75 punti. I coetanei maschi avranno invece tutti 70 punti. Se i 36 anni sono già stati compiuti, si scende, rispettivamente, a poco più di 59 punti per le donne e 54 per gli uomini. La differenza tra una giovane di 35 anni e un adulto di 36 è di più di 20 punti.

Avviso 16/2017: punteggi per genere ed età per redditi inferiori a 13.000€

Avviso 16/2017: punteggi per genere ed età per redditi inferiori a 13.000€

Davvero non era possibile evitare differenze così marcate?

Perché non è stato pesato meglio un parametro importante come il reddito che, anche da solo, avrebbe consentito di destinare maggiori risorse ai gruppi svantaggiati, senza per questo discriminare singoli soggetti appartenenti ad altri gruppi ma che hanno comunque la necessità di un contributo per formarsi?

Perché non è stato preso in considerazione anche il settore in cui ogni professionista opera? Soprattutto, perché si è scelto di non valutare anche dei progetti di crescita professionale, ancorando la formazione al raggiungimento di obiettivi misurabili?

Davvero l’unico modo in cui in Sicilia si investe sulla formazione e sulle competenze dei professionisti è quello di distribuire a pioggia 3 milioni di euro di soldi pubblici e pazienza per chi ha un ombrello troppo spesso?

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By | 2017-10-15T08:53:37+00:00 sabato 14 ottobre 2017|Formazione|0 Comments

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